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premier giapponese, decenni per decontaminare centrale

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09/07/2011 23:28 | AMBIENTE - INTERNAZIONALE | Fonte: kataweb

Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha annunciato oggi che ci vorranno 'decine di anni' per decontaminare la centrale nucleare di Fukushima, devastata dal terremoto e dal successivo tsunami dell'11 marzo scorso. 'Un gran numero di persone e' stata costretta ad abbandonare la zona intorno alla centrale. Ci vorranno tre, cinque, dieci anni per poter riprendere il controllo della zona e altri decenni per rimediare alle conseguenze dell'incidente', ha dichiarato Kan. .

Referendum: Bonelli, Dopo Nucleare Governo Attacca Anche Acqua

(ASCA) - Roma, 21 apr - ''Dopo il nucleare il governo sta lavorando ad un provvedimento legislativo per far decadere anche il referendum contro la privatizzazione dell'acqua, come confermano le dichiarazioni del sottosegretario Saglia e quelle del ministro Romani''. Lo denuncia il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: ''E' in atto un gravissimo esproprio di democrazia e dei diritti che la Costituzione assegna ai cittadini attraverso lo strumento del referendum. Il governo sta rubando agli italiani il diritto di esprimersi direttamente su due questioni -acqua pubblica e nucleare- vitali per il futuro del Paese''. ''Mai nella storia della repubblica e' accaduto che si approvassero strumentalmente e in modo truffaldino provvedimenti che hanno come unico scopo quello di far saltare i referendum -prosegue il leader ecologista-. Acqua e Nucleare hanno un valore di oltre 100 miliardi di euro che le grandi multinazionali dell'energia e dell'acqua intendono spartirsi prelevandoli dalle tasche dei cittadini''. ''Si tratta di un fatto gravissimo e per questa ragione ci appelliamo al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinche' sia garantito il diritto al voto chiesto da oltre 2 milioni di italiani, a partire dal nucleare -conclude Bonelli-. L'approvazione di norme strumentali che hanno come obiettivo l'esproprio del diritto al referendum non fanno venir meno l'esigenza di svolgere le consultazioni popolari''.