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Maxi-sequestro di gamberoni decongelati, venduti come freschi

Blitz del Nas in uno stabilimento ittico di Mazara del Vallo.
I crostacei, una tonnellata, destinati alla Sicilia e alle regioni del Nord.

Erano pronti per finire sulle tavole a Capodanno, con il rischio di serie consegeuenze per la salute di chi li avrebbe consumati. Gamberoni decongelati, ma commercializzati come freschi: i carabinieri del Nas di Palermo ne hanno sequestrata una tonnellata, scoperta durante un'ispezione igienico-sanitaria in uno stabilimento ittico di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani.

I crostacei erano destinati alla vendita in Sicilia ma anche nelle regioni del Nord, già sistemati in apposite cassette in maniera tale da farli apparire come prodotti freschi. Il legale rappresentante della società è stato denunciato per tentata frode in commercio.

Lo stratagemma, adottato dalla ditta mazarese, è stato quello di etichettare il prodotto come "fresco" giustificandolo con relativa documentazione commerciale nella quale non veniva indicato l'originario stato fisico del prodotto congelato che, in tal modo, avrebbe indotto in errore anche i dettaglianti destinatari del prodotto.

L'intero quantitativo di gamberoni, una tonnellata circa, è stato sottoposto a sequestro penale.


leggi anche: Prodotti da forno sequestrati dai Nas in tutta Italia
altri articoli sui sequestri: leggi qui

I Nas sequestrano 50 tonnellate di dolci avariati in tutta Italia

I carabinieri del Nas hanno sequestrato oltre 50 tonnellate di dolci natalizi in tutta Italia. Tra i prodotti ritirati dal commercio, si è saputo che ci sono anche biscotti trattati con olio minerale paraffino/naftelnico. I sequestri più significativi sono avvenuti a Torino e Milano, come ha reso noto il Comando Carabinieri per la tutela della salute. E molte strutture di produzione e commercializzazione sono state sospese dalle attività.

I Nas hanno fatto sapere anche di aver sequestrato una notevole quantità di materie prime che erano destinate alla produzione dei dolci. In seguito ai sequestri sono state numerose le strutture di produzione e commercializzazione sospese dalle attività.

I controlli sono stati effettuati a livello nazionale e disposti dal Comando Carabinieri per la Tutela della salute di Roma.

Nell'ambito dell'indagine è stato scoperto un biscottificio piemontese in cui veniva impiegato come ingrediente nella produzione di biscotti un olio minerale destinato a uso industriale. Una verifica ispettiva in uno stabilimento di produzione di prodotti dolciari da forno eseguita dai militari del Nas ha infatti accertato l'impiego di olio di origine minerale tipo paraffinico, normalmente utilizzato nella produzione di materiali e confezioni plastiche, come anche in applicazioni tecniche nel settore cosmetico e farmaceutico.

Tale composto, che deriva dalla raffinazione del petrolio, veniva impiegato come additivo nella produzione di biscotti tipici della tradizione piemontese, come savoiardi, amaretti e krumiri, i cui impasti venivano cosparsi con l'olio per prevenire l'imbrunimento causato dal contatto diretto con le forme metalliche in cottura.

Durante l'intervento sono state sequestrate circa 2000 confezioni di biscotti e 600 litri del composto oleoso, trovati nei locali di produzione insieme alle materie prime alimentari. Sono in esecuzione le procedure di rintraccio e ritiro del prodotto già commercializzato sul territorio nazionale.

Questo particolare sequestro ripropone l'attualità dei controlli su prodotti dolciari in prossimità delle festività natalizie, che rappresenta un obiettivo strategico dei Nas.

Proprio in questo periodo, infatti, con il richiamo alla tradizione e la corsa all'acquisto di dolci tipici, si rileva una minore attenzione e selettività dei consumatori, con potenziali conseguenze negative anche per la salute. Nell'ambito dei controlli su prodotti natalizi, i Carabinieri del Nas hanno sospeso l'attività di 13 strutture di produzione e commercializzazione, sottratto dal commercio 50 tonnellate e oltre 17mila confezioni di prodotti dolciari tipici delle festività natalizie, sequestrato 9 tonnellate di materie prime destinate alla produzione degli stessi (farine, frutta secca, zuccheri ed edulcoranti). L'illecito più frequentemente riscontrato è la frode in commercio, realizzata riconfezionado e rietichettando panettoni e pandori di produzione industriale, venduti fraudolentemente da laboratori artigianali come di produzione propria. Ulteriori sequestri sono stati effettuati per prodotti già scaduti messi in vendita e detenuti in assenza di adeguate condizioni di conservazione.

Sequestri di cibi etnici a Roma e provincia

Tre sono le aziende che a Roma e provincia sono finite nel mirino dei Carabinieri dei Nas di Roma.


In una azienda di alimenti etnici al dettaglio e all'ingrosso, gestita da un cittadino indiano, sono state sequestrate tre tonnellate di spezie di vario genere scadute anche da anni.


Ancora, in un magazzino di Pomezia di propietà di un cittadino bengalese, sono state sequestrate oltre 6 tonnellate di riso di provenienza asiatica.
Durante un controllo igienico-sanitario erano state notate la presenza di larve di insetti all'interno dei sacchi che contenevano il riso.

Sono tutt'ora in corso gli accertamenti per verificare il grado di pericolosità del riso stesso, che verrà comunque distrutto.Un ultimo sequestro è avvenuto in un magazzino gestito da un altro cittadino del Bangladesh.

Qui le forze dell'ordine hanno rinvenuto 25 tonnellate di alimenti di vario genere conservate in modo inadeguato.
Il capannone industriale di 300m2 che fungeva da magazzino era fatiscente e completamente sprovvisto di intonaco e pavimenti.
Inoltre raganatele, polvere ed escrementi animali erano abbandontemente presenti anche sugli alimenti.
Naturalemente, come previsto dalla legge, tutti e tre i titolari delle aziende controllate sono stati denunciati all'autorità giudiziaria.

fonte

Nas di Parma sequestrano tonnellate di prodotti tipici contraffatti

Parma, 15 Dic. – Il valore dei prodotti sottratti alla rete distributiva supera i 200 mila euro. Continua senza sosta l’azione dei Nas a garanzia delle eccellenze agroalimentari italiane, fiore all’occhiello del patrimonio culturale nazionale, tesa a tutelare sia i consumatori che le aziende che operano in maniera corretta.

Dopo i recenti sequestri di 323.000 bottiglie di Aceto Balsamico di Modena Igp da parte dai Carabinieri del Nas di Parma e di 21 tonnellate di Grana Padano Dop effettuato dai militari del Nucleo di Brescia, e’ ancora il Nas parmense a concludere 3 importanti operazioni di servizio, sottraendo al consumo diverse tonnellate di prodotti tutelati irregolari.

In particolare, l’utilizzo improprio dell’Indicazione Geografica Tipica ”Aceto Balsamico di Modena” e’ alla base del sequestro di 6.600 bottiglie da 250 ml di condimento alimentare, operato presso un acetificio della provincia modenese, che etichettava il prodotto apponendovi la denominazione protetta senza aver mai richiesto la prescritta autorizzazione.

E’ invece di 3 tonnellate e mezzo circa il quantitativo di formaggio grattugiato confezionato sottoposto a vincolo dai militari in un caseificio della provincia di Parma; in questo caso, il sequestro e’ scattato in quanto il prodotto caseario, ottenuto dalla grattugia di scarti di lavorazione sottoposti ad essiccazione, veniva etichettato come ”miscela di grana padano e parmigiano reggiano”.

Altri scarti di formaggi a pasta dura sono state infine sequestrati dai militari del Nucleo emiliano in deposito frigorifero della provincia di Piacenza, dove sono state individuate 10 tonnellate circa di prodotti anonimi e privi di rintracciabilita’, pertanto suscettibili di utilizzo nel circuito della contraffazione di alimenti tutelati. Il valore dei prodotti sottratti alla rete distributiva supera i 200.000 euro.

Fonte Adnkronos

Sequestrati ettari di vigneto e 2500 ettolitri di mosto

Castellina in Chianti: Continuano nella zona del Chianti classico i controlli di carabinieri del nas che nei giorni scorsi hanno sequestrato 5 ettari di vigneti, ormai improduttivi, di proprietà di un'azienda di Castellina in Chianti.

La stessa azienda, due anni fa, fu al centro di un'inchiesta che portò al sequestro di un grosso quantitativo di uva proveniente dalla Puglia. Nel corso dei controlli i militari hanno anche sequestrato nelle cantine dell'azienda, a conduzione familiare, 2.500 ettolitri di mosto che presto sarebbero stati venduti ad altri produttori di Chianti classico nelle province di Firenze e Siena. Le indagini, coordinate dal pm di Siena Mario Formisano, erano partite nell'ottobre scorso, subito dopo la vendemmia.

Il gip del tribunale senese ha già convalidato il sequestro. Ai proprietari sono state contestate anche una serie di violazioni amministrative e il Comune di Castellina, su richiesta del nas, ha chiuso per motivi igienici la cantina.

Le indagini proseguiranno per verificare l'eventuale coinvolgimento di altri produttori di Chianti in particolare di quelli che in passato hanno acquistato vino dall'azienda ora sotto sequestro. I controlli effettuati nell'ultimo anno dai carabinieri del nas e dalla guardia di finanza, anche con l'ausilio degli elicotteri, sono ormai migliaia e molte sono le aziende che hanno rinnovato i loro vigneti.

Fonte: ANSA

Sequestro di cosmetici in tutta Italia

REGGIO CALABRIA. Circa 1500 confezioni di cosmetici, mancanti delle prescritte indicazioni di etichetta in lingua italiana, sono state sequestrate dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Latina e Reggio Calabria in esercizi commerciali gestiti da soggetti di origine cinese. I due sequestri si inquadrano nell’ambito della maxi operazione che i Nas hanno portato a termine su tutto il territorio nazionale. Complessivamente l’operazione ha portato al sequestro di 30 mila confezioni di cosmetici di varie tipologie per un valore di oltre 300 mila euro. Le persone segnalate all'autorità giudiziaria sono 60 e 4 le strutture chiuse o poste sotto sequestro. I militari hanno effettuato 423 ispezioni, rilevando circa 100 irregolarità amministrative e penali. Particolare rilevo ha assunto l'attività svolta dal Nas di Roma, che all'interno di un magazzino all'ingrosso, ha scovato 7.700 confezioni di dentifricio, prive in etichetta delle indicazioni precauzionali a tutela dei bambini, necessarie in rapporto al quantitativo di fluoruro presente nel prodotto. Sequestri del medesimo tipo sono stati compiuti anche dai Nuclei di Pescara, Parma e Cagliari. All'interno di un altro deposito all'ingrosso della provincia di Milano, il Nucleo del capoluogo lombardo ha invece scoperto 3.300 cosmetici pericolosi per la salute in quanto la forma delle confezioni poteva essere confusa con alimenti, con il potenziale rischio di ingerimento da parte di bambini. Ad Ancona, nel corso di una verifica presso uno stabilimento produttivo, sono stati rinvenuti 104 fusti da 20 litri di "Estratto di Aloe vera", materia prima normalmente usata nella produzione di creme per la pelle e shampoo per capelli, scaduta da oltre 2 anni. Il quantitativo individuato sarebbe bastato a produrre oltre 230 mila confezioni di cosmetici, che avrebbero potuto provocare dermatiti ed irritazioni cutanee agli ignari consumatori.

Sequestrate a Brescia 21 tonnellate di Grana Padano: non rispettate le norme igieniche

Il Nas di Brescia ha sequestrato 21 tonnellate di Grana padano Dop, pari a 700 forme, prodotte da un caseificio della provincia bresciana, che non rispettava i requisiti di igiene minimi per garantire la sicurezza dell'alimento ed in aperta violazione di un divieto imposto dalla Asl.
Un primo controllo presso la struttura aveva infatti rilevato una serie di irregolarità strutturali e gestionali, tra le quali carenze igieniche dei locali di stagionatura e l'omessa attuazione di sistemi di autocontrollo aziendali, per garantire e documentare il rispetto delle procedure igieniche di lavorazione.

I carabinieri intervenuti avevano rilevato la presenza di 55 forme di Grana padano in maturazione non correttamente conservate, invase da insetti e con ingente presenza di muffe superficiali. Immediato era scattato il sequestro del prodotto e la richiesta di sospensione dell'attività del caseificio, per consentire lavori di manutenzione e pulizia, che è stata disposta dalla autorità sanitaria qualche giorno dopo.
Incurante del divieto, il titolare del caseificio ha però proseguito l'attività produttiva. Una nuova ispezione ha portato al sequestro di altre 635 forme di Grana padano. L'uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Brescia per produzione e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, invasi da muffe e parassiti, oltre che per inosservanza dei provvedimenti impartiti dall'autorità. Il valore delle oltre 21 tonnellate di prodotto sottratto alla distribuzione supera i 200mila euro.

fonte

Carenze igieniche in magazzini e negozi; sigilli ad allevamenti

Sequestri di alimenti da parte dei carabinieri del Nas che negli ultimi giorni hanno sottratto al consumo, in tutta Italia, decine di tonnellate di prodotti potenzialmente nocivi per la salute o irregolari, per un valore di oltre un milione di euro. A Torino sono state sequestrate 31 tonnellate di riso, in un magazzino di un’azienda produttrice novarese, confezionate in imballaggi le cui etichette, con il nome di un’azienda terza e assolutamente estranea al ciclo produttivo e commerciale, erano idonee a indurre in errore il consumatore circa l’origine e la provenienza del prodotto. A Bologna, il Nas ha sequestrato circa 40 tonnellate di pasta alimentare (di grano duro ed all’uovo, anche di produzione biologica) conservate dall’azienda produttrice in maniera non accettabile: particolarmente critiche le condizioni del magazzino. Lo stoccaggio nel locale non era autorizzato, gli alimenti erano privi dei requisiti minimi igienico sanitari e mancanti di sistemi per evitare l’accesso a insetti e altri animali. I carabinieri hanno riscontrato la presenza di numerosi volatili. Il Nas di Milano, in un ipermercato della provincia di Como, ha sequestrato oltre 31mila vaschette per alimenti, pronte per essere utilizzate per il confezionamento di alimenti nonostante fossero conservate in precarie condizioni igieniche, invase da parassiti e detenute in locali carenti dal punto di vista sanitario. Il Nas di Ancona, in un’azienda di confezionamento di integratori alimentari della provincia, ha sottoposto a sequestro oltre 6300 confezioni di un integratore che, alle analisi di laboratorio, è risultato contenere additivi coloranti non autorizzati. Il Nas di Palermo, in un magazzino, abusivo e con gravi carenze igieniche e strutturali, annesso ad un supermercato di Bagheria, ha sequestrato 3 tonnellate e mezzo di alimenti, destinati alla commercializzazione nonostante fossero detenuti in cattivo stato di conservazione ed invasi da parassiti; A Catania, Salerno e Caserta, a seguito di 3 distinti controlli, i carabinieri hanno sequestrato oltre 150 bufali e capi bovini, rinvenuti in aziende agricole privi di documentazione attestante la provenienza e la corretta identificazione.

Scoperte false uova biologiche a Udine

Un commercio di false uova biologiche con data di scadenza posticipata, messo in piedi da una ditta friulana in crisi, e' stato scoperto dai Carabinieri del Nas (Nucleo Antisofisticazioni e Sanita') di Udine. Quattro persone sono state denunciate alla magistratura per concorso in frode in commercio e truffa. Un centro imballaggi, con un capannone, un deposito, macchine selezionatrici e 3.000 uova, gia' confezionate e pronte per essere messe in commercio, sono stati posti sotto sequestro per un valore complessivo di un milione e mezzo di euro. Parte delle uova e' stata sequestrata nel deposito imballaggi della ditta, ad Aviano (Pordenone); parte all'interno del mercato ortofrutticolo di Mestre (Venezia). Le persone denunciate sono il titolare, due soci e il responsabile commerciale di un'azienda che commercializza uova all'ingrosso in Veneto e Friuli, con decine di supermercati, soprattutto discount, come clienti.

Sequestri Nas su additivi chimici

Il sequestro odierno effettuato dai Carabinieri dei NAS, che hanno sottratto al consumo oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all'impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell'ambito della cosiddetta "cucina molecolare" o "cucina chimica", riguardanti 15 diverse tipologie di tali prodotti di provenienza estera, evidenziando irregolarità amministrative in materia di etichettatura e di indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all'alimentazione umana, desta allarme e preoccupazione nell’ambito delle possibili adulterazioni...

Che bisogno c’è di ricorrere alla cosiddetta “gastronomia molecolare”, mediante nuove modalità tecniche di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi come il congelamento attraverso l'azoto liquido, l'uso alimentare del tabacco, la "frittura" nello zucchero, l'uso del vuoto spinto per la preparazione di mousse e meringhe, in un Paese come l’Italia, ricco di prodotti alimentari di altissima qualità e genuinità invidiabili?
Federconsumatori ed Adusbef, preoccupate che queste sperimentazioni abbiano avuto come cavie gli inconsapevoli consumatori, sono certe che l'intervento odierno dei Carabinieri del nucleo antisofisticazioni, esteso su 98 obiettivi destinatari ed intermediari della commercializzazione di tali prodotti (individuati tra ristoranti, alberghi, servizi di ristorazione a bordo di navi turistiche, nonché aziende di importazione e distribuzione) possa fare chiarezza su tecniche probabilmente nocive alla salute dei cittadini.

Il giornalismo di inchiesta di Striscia la Notizia ribattezzato “Fornelli polemici”, un filone iniziato con la testimonianza di un giornalista tedesco, Jorg Zipprick che, il 20 aprile 2009, denunciava l'utilizzo di additivi chimici all'interno dei piatti serviti nei ristornati che abbracciano la cucina molecolare con l'additivo chimico spacciato come prodotto assolutamente naturale, la mancanza di date di scadenza e di etichettature dei prodotti, ha squarciato il velo di una moda che potrebbe mettere a repentaglio la salute dei consumatori.
Nota diffusa da Federconsumatori