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La crisi economica non ferma i gas serra 2009, 'annus horribilis' dell'inquinamento

E' stato un anno di crisi, ma le emissioni di gas effetto serra hanno raggiunto lo stesso livelli record, in particolare di anidride carbonica e metano. Lo rivelano i dati dell'Organizzazione meteorologica mondiale, agenzia Onu per il clima. Le temperature globali continuano a salire e nonostante la recessione nei maggiori paesi indutrializzati lo scorso anno le emissioni di gas effetto serra, in particolare anidride carbonica e metano, hanno toccato livelli record.

L'allarme, a pochi giorni dall'apertura del vertice Onu sul clima di Cancun, viene lanciato dall'Organizzazione meteorologica mondiale.

"L'ultimo bollettino mostra molto chiaramente che i principali gas a effetto serra hanno raggiunto i livelli massimi osservati dall'epoca preindustriale" ha detto il segretario generale aggiunto dell'Omm Jeremiah Lengoasa in una conferenza stampa. L'aumento delle concentrazioni di gas è avvvenuto "nonostante il rallentamento economico" e "sarebbe stato ancora più elevato" senza le misure prese a livello mondiale, secondo Lengoasa.

In crescita CO2 e metano
I dati dell'Omm segnalano in particolare la crescita delle concentrazioni di Co2 e di metano. Prima del 1750 il tasso di anidride carbonica, il gas serra di origine umana più presente, è rimasto pressochè costante nell'atmosfera, per poi aumentare del 38% "essenzialmente a causa delle emissioni dovute alla combustione dei combustibili fossili, al disboscamento e ai cambiamenti d'uso delle terre" rileva l'Omm.

Negli ultimi dieci anni il movimento è accelerato con una crescita annua media dell'1,88%. Quanto al metano, il secondo gas serra in termini di importanza, il suo tenore nell'atmosfera è aumentato del 158% "principalmente a causa della crescita delle emissioni dovute alle attività umano come l'allevamento di bovini, lo sfruttamento di combustibili fossili, la risicoltura e l'accumulo di rifiuti in discariche".

Prodotti dall'uomo
Circa il 60% delle emissioni di metano "hanno origine umana" dice l'organizzazione. "Se noi continuiamo come se nulla fosse, non raggiungeremo i livelli di concnetrazione atmosferica necessari a contenere in due gradi centigradi il riscaldamento globale" ha spiegato il condirettore del dipartimento ricerche dell'Omm Len Barrie. L'obiettivo stata concerdato dall'ultimo vertice Onu sul clime di Copenaghen.

"Se vogliamo cominciare a far scendere i livelli di gas serra, dobbiamo formare completamente le emissioni di questo gas" ha insistito Barrie.

Vertice di Cancun
Dal 29 novembre al 10 dicmebre i paesi che aderiscono ala Convenzione Onu sul clima si riuniscono a Cancun. Se l'obiettivo di un trattato vincolante sulio tagli al gas serra, fallito lo scorso anno a Copenaghen, è stato di fatto accantonato dall'agenda di Cancun.

Piuttosto i delegati si concentreranno sugli aiuti finanziari ai paesi poveri, la deforestazione e altre questioni secondarie, nel tentativo di ridare slancio negoziale verso un accordo complessivo alla prossima riunione annuale in Sudafrica o al summit della terra di Rio de Janeiro nel 2012.

da rai news 24

Perché l'asma cresce fra i bambini

MALATTIE RESPIRATORIE
Perché l'asma cresce fra i bambini
Come fare per prevenire gli "attacchi"
L'allarme dal Congresso nazionale di pneumologia. Le cause principali dell'aumento sono lo smog, la cattiva alimentazione e l'esposizione al fumo passivo, ma conta anche la qualità dell'aria a scuola e a casa. Dieta sana e diagnosi precoce sono le vie migliori per la prevenzione
di ADELE SARNO repubblica.it

Perché l'asma cresce fra i bambini Come fare per prevenire gli "attacchi"

ROMA - I bambini sono più soggetti alle malattie respiratorie rispetto agli adulti e soprattutto oggi soffrono d'asma bronchiale cinque volte di più rispetto agli anni Settanta. L'allarme viene dall'XI congresso nazionale di pneumologia, promosso dalla Società italiana di medicina respiratoria e in corso a Milano. E' noto che i bambini inalano maggiori volumi d'aria a un'altezza più vicina al suolo, dove gli inquinanti prodotti dai veicoli sono maggiormente concentrati; spesso sono esposti al fumo passivo, mangiano male e vivono in ambienti poco salubri, casa inclusa. A marzo nella V Conferenza ministeriale ambiente, allergologi ed esperti del settore avevano puntato il dito anche contro la scuola, rilevando che non di rado "Pm10 e formaldeide sono presenti più in classe che all'aria aperta".

La conseguenza di tutto ciò è che oggi l'asma è una malattia che interessa circa 3 milioni di italiani, è responsabile di più di 1.000 decessi all'anno e si sta diffondendo soprattutto tra i bambini: mentre tra la popolazione adulta l'aumento percentuale sul complesso delle malattie respiratorie è del 5,3%, tra i bambini è del 10% contro il 2,3% degli anni Settanta.

Al congresso milanese, gli esperti hanno ribadito che tra le cause del fenomeno prevalgono i cambiamenti ambientali, le città sempre più inquinate, un'alimentazione sbagliata e il fumo passivo, anche quello "prenatale". "L'aumento del trend dell'asma nei bambini e negli adolescenti registrato negli ultimi anni è andato di pari passo con lo sviluppo industriale ed economico dei Paesi europei - spiega Stefano Centanni, presidente della Società italiana di medicina respiratoria - . Tali fattori potrebbero cominciare a determinare un condizionamento del sistema immunitario e una sensibilizzazione allergica addirittura in utero e poi nelle prime fasi di vita".

L'impatto dell'asma si può però prevenire o limitare con un corretto stile di vita. Una dieta ricca di frutta e verdura, per esempio, può mantenere i sistemi di difesa al massimo dell'efficienza contro i danni ossidativi da radicali liberi. E ancora, l'eliminazione del fumo di sigaretta durante la gravidanza e nel periodo postnatale permette di ridurre il rischio di asma perché non altera la funzione polmonare.

Allo stesso modo, dicono i medici, durante la crescita è importante tenere sotto controllo il peso dei bambini. Le alterazioni del fisico dovute a una condizione di sovrappeso possono infatti modificare la normale capacità della gabbia toracica e del polmone di dilatarsi correttamente e provocare ripercussioni anche sull'albero bronchiale con maggiore tendenza all'ostruzione bronchiale stessa.

Al di là delle misure di prevenzione, ai genitori è consigliato di prestare attenzione anche ai possibili segnali di insorgenza dei sintomi. L'asma è infatti una malattia cronica, per la quale non esiste oggi trattamento risolutivo, ma è possibile controllarne il decorso, riducendo gli attacchi. Per questo è importante la diagnosi precoce e un genitore, prima di ricorrere al medico, deve saper riconoscere i sintomi più frequenti della malattia: crisi respiratorie, tosse, soprattutto quella notturna, sibili, raffreddori di lunga durata, senso di oppressione al torace.

Per prepararsi, è bene saper rispondere ad alcune domande. 1) Il bambino ha manifestato "respiro sibilante", tosse insistente e difficoltà respiratoria? 2) Tali sintomi sono particolarmente evidenti dopo esposizione a fumo passivo, animali domestici, umidità, muffe, infezioni respiratorie, aria fredda, attività fisica, dopo la risata e il pianto? 3) La difficoltà respiratoria è causa di risvegli, tosse ed apnee nel corso della notte? 4) Sono presenti anche sintomi "nasali" come gocciolamento, prurito nasale, starnuti e congestione? In caso affermativo, queste situazioni combinate segnalano il rischio della malattia.

Dopo la diagnosi del medico si può pensare al trattamento più adatto. Perché sebbene l'asma non sia una malattia curabile, si può ridurre l'intensità dell'infiammazione; fattore questo che più di tutti determina il livello di gravità della patologia, e che meglio risponde alla terapia con farmaci antinfiammatori somministrati per via inalatoria, anche in assenza di altri sintomi.

"La bronco-ostruzione causata da contrazione delle vie respiratorie - dicono gli esperti dell'Istituto superiore di sanità - può essere trattata con inalazione di farmaci broncodilatatori. L'uso di questi medicinali però richiede la somministrazione di antiinfiammatori che agiscono anche sulla formazione di tappi di muco che occludono le vie aeree periferiche". Questi si trovano in forme diverse, dallo spray alle pillole, ma la corretta terapia è necessariamente individuale e quindi un piano di controllo dell'asma va messo a punto col medico a seconda del tipo e della ricorrenza degli attacchi nei diversi pazienti.

(21 ottobre 2010)

Copenhagen 12 dicembre 2009


STOP AL COLLASSO CLIMATICO !

E' ormai ammesso da tutti gli scienziati che la Terra è entrata in una fase di riscaldamento progressivo che si autoalimenta in modo sempre più preoccupante, in seguito all'aumento delle attività umane (industria, traffico, deforestazione ecc.) conseguente all'attuale modello di sviluppo basato sulla 'crescita' infinita.
Il 'cambio climatico' che si registra da alcuni anni con sempre più frequenti uragani e fenomeni atmosferici estremi, comporta anche l'aumento del livello dei mari con conseguenti inondazioni dei paesi in vicinanza, nonchè la desertificazione delle aree interne (Africa, Mediterraneo). Tali fenomeni determinano carestie, guerre, migrazioni forzate dall'Asia e dall'Africa, che aumenteranno sempre più nel prossimo futuro.
Mentre i politici si incontrano a Copenhagen - dove molti paesi industralizzati vecchi e nuovi (tra cui Usa e Cina) fanno un sacco di promesse vaghe per non realizzare nessun cambiamento conservando così il predominio degli interessi del capitalismo e preparandosi ad uscire dalla crisi in modo ancora peggiore di come ci siamo entrati – ci chiediamo cosa possiamo fare a livello locale per agire qui ed ora per salvare il nostro ambiente, finché siamo ancora in tempo.
Innanzitutto dobbiamo ridurre l'emissione di 'gas serra' (CO2) modificando il nostro stile di vita:
  • Modificare la nostra alimentazione quotidiana (più cibi biologici, meno carne, scelta di cibi a ‘kilometri zero’)
  • Ridurre in modo drastico gli imballaggi e i rifiuti (anziché nuove discariche e inceneritori!)
  • Inquinare meno (ridurre il consumo di gasolio e benzina, produrre energia puntando su ciò che proviene da fonti rinnovabili e sostenibili)
Dobbiamo ridurre le produzioni nocive e inquinanti e i materiali pericolosi per l'uomo e l'ambiente, anche approffittando della crisi di molte di queste fabbriche ormai obsolete: cambiare il modello di sviluppo.
Dobbiamo fermare la cementificazione del territorio (in 15 anni in Italia il cemento ha ricoperto un'area grande come Lazio e Abruzzo), l'estendersi di asfalto, strade, autostrade, parcheggi, supermercati... e sviluppare il traffico su rotaia e per via marittima e fluviale come gli altri paesi europei (altro che Ponte di Messina e Tav!).
Diciamo no alla nuova Autostrada Pedemontana a 6 corsie, che porterà più di 40.000 nuovi camion e auto al giorno nella nostra valle dall' A4, diretti verso l'Est Europa (altro che traffico locale!) con polveri sottili, CO2 e tutti i peggiori inquinanti portatori di tumori, oltre al rumore, al blocco della circolazione locale, alla distruzione del paesaggio e dell'ambiente.



Difendiamo la terra e il futuro nostro e dei nostri figli!



Gruppo Acquisto Solidale Valdagno
Comitato No dal Molin per i Beni Comuni - Valle Agno www.spaziopiu.it/valdagnosocialforum
Comitato Difesa Salute e Territorio - Valle Agno e Malo www.nopedemontana.135.it

Nave dei veleni? Una nave piena di bugie (e non solo).

06 Nov. Ore: 13.35
Qualcuno mente sulla vicenda della cosiddetta nave dei veleni sepolta in fondo al Tirreno calabrese, al largo di Cetraro. La scorsa settimana il Ministero dell'Ambiente aveva reso noto l'esito di una serie di indagini, secondo cui il relitto sospetto era in realtà la nave passeggeri Catania, affondata nel 1917, e non la Cunsky, quella indicata dal pentito Francesco Fonti come l'imbarcazione fatta inabissare dalla 'ndrangheta con un carico di rifiuti pericolosi. Oggi la versione del Ministero viene smentita dall'Espresso. Il settimanale pubblica un articolo, firmato da Riccardo Bocca, nel quale viene riportata la trascrizione della testimonianza audio del pilota del Rov, il congegno meccanico dotato di telecamera per l'esplorazione dell'ambiente sottomarino, che il 12 settembre scorso scese a 470 metri per verificare se sul fondale ci fosse un relitto navale contenente materiale sospetto. Il pilota parla di due stive pienissime di bidoni. E questo non coincide con quanto affermato dal Ministero, che ha sempre detto che le stive della Catania erano vuote. Lo stesso pilota parla poi di uno scafo con una fiancata alta 6-7 metri e con una parte interrata, mentre la Catania non era alta più di 5 metri e mezzo. E ancora: le coordinate del punto in cui il primo Rov scese in cerca dei presunti veleni il 12 settembre scorso, sono diverse da quelle in cui è sceso il secondo Rov, sulla verticale della Catania. C'è una differenza di 3 miglia e mezzo, tra la prima nave con le stive piene e la seconda con le stive vuote. Insomma, dichiarazioni che smentiscono di fatto la ricostruzione fatta giovedì scorso alla Direzione Nazionale Antimafia, alla presenza del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Il confronto fra le affermazioni del pilota del Rov con quelle ufficiali del governo e dei magistrati pone quindi diversi interrogativi. Sentiamo proprio Riccardo Bocca, l'autore dell'articolo pubblicato dall'Espresso.
[Scarica il contributo audio, durata: 5 min.]